Una casa su sette colli

 

Cagliari - la Sella del Diavolo

La città dove sono nata ha sette colli. Questo però non basta per renderla riconoscibile. Probabilmente dovrei aggiungere anche che è una città di mare, con un gran porto e una lunga, lunghissima spiaggia. Potrei continuare dicendo che su uno di quei sette colli c’è un bastione medievale.

Ma sono sicura che nemmeno questo aiuterebbe.

La verità è che sono nata in una città che, se descritta così com’è è proprio come tutte le altre. Sono io che riesco a riconoscerla nei miei ricordi, e a vederla così com’è, com’era. A darle una forma.

Sono cresciuta in un luogo isolato, letteralmente, dove sono molte più le persone che se ne vanno di quelle che restano.

È un posto talmente isolato, quello dove sono cresciuta, che abbiamo una lingua tutta nostra, nonostante la maggior parte di noi parli anche la lingua nazionale. Tutto ciò non ha fatto altro che crescere in noi isolani isolati uno strano senso di orgoglio. Strano e forse un po’ troppo furbo: possiamo sentirci parte di quella totalità che parla la lingua comune, ma allo stesso modo disdegnarla perché non comprende quella dei nostri avi.

Sono nata e vissuta in un paese fiero della mia terra per via della sua bellezza, della gentilezza dei suoi abitanti e della ricchezza del suo cibo, ma che sembra vergognarsi di lei per le sue vere differenze e per le sue grandi difficoltà. Parlo la lingua di una nazione che non aiuta i miei vicini quando arriva la siccità, che mi impedisce di tornare a casa dai miei genitori più spesso, a differenza dei miei amici, perchè devo attraversare il mare, e loro no.

Ma non ho scelto io di nascere in questa città dai sette colli e non voglio che qualcuno mi faccia mai desiderare di non esservi mai nata.

Cagliari

Leave a Reply