La città-museo

“Com’è Venezia? Ti piace?”

“È bellissima: una città diversa da tutte le altre.”

Una risposta sempre uguale per una domanda sempre uguale che, col tempo, inizia a sembrare banale alle orecchie di chi vive ogni giorno tale bellezza.

Venezia è una bellissima città, nessuno può negarlo, anche con i suoi alti e bassi (letterali in questo caso, considerando la marea), con i suoi disagi e problemi non può perdere il suo fascino millenario. È un labirinto quasiVeneziamagico, che sembra produrre un numero infinito di scorci sempre diversi e sempre bellissimi, anche passando per le calli meno conosciute e più lontane dal centro.

Mi ha sorpreso, dopo tanti mesi, rendermi conto della particolare relazione che lega Venezia e Mestre: così come Venezia, in qualche modo, non può sopravvivere senza l’aiuto dei mestrini che la tengono in vita, così Mestre si aggancia a Venezia per rimpinguare le proprie finanze.

Non è strano trovare, a Mestre, parecchi cartelli che pubblicizzano Venezia in ogni sua forma, o trovare negli autobus frasi del tipo “Visita Venezia! Vai a Venezia!”. Tutto ciò risulta strano considerando che solitamente le città, turistiche e non, sponsorizzano per prima cosa stesse, poi più città del loro circondario, mentre Mestre pubblicizza solo ed esclusivamente Venezia, quasi fosse una parte di se. In effetti, Mestre, così facendo, pubblicizza se stessa: essendo Venezia troppo cara, la maggior parte dei turisti stanziano a Mestre e prendono poi i mezzi per arrivare nella laguna. Motivo per il quale un turista a Venezia porta soldi anche a Mestre.

Ma perché Venezia ha così bisogno della sua compagna? Se si rimanesse a guardare solamente dal punto di vista puramente logistico presentato in precedenza, una sparizione ipotetica di Mestre non comporterebbe anche la scomparsa di tutti i turisti, ma unaimg-20150508-wa0067 riorganizzazione degli alloggi.

Qual è perciò l’altra parte del doppio filo? Semplice, le persone, la vita. I veneziani “doc” sono proprio pochi, oramai solo vecchi e piccole famiglie che resistono strenuamente all’avanzare del tempo e dell’acqua. Risulta così ovvio che tra commercianti, guide e lavoratori ben pochi siano veramente nati, cresciuti e vissuti nella città: quasi tutti sono di Mestre. Per non parlare degli studenti, che, grazie alla presenza di facoltà prestigiose, si trasferiscono sempre più in massa e popolano la città.

Venezia è una città fantasma, popolata da fantasmi, allegre figure che compaiono, girano per le sue calli per un po’ e poi vanno via, per non tornare più.

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