Sono libero

Pensieri critici di una viaggiatrice in Cina

 

Ammetto che si potrebbe pensare che io abbia qualche preconcetto che mi porta a ragionare in questo modo, ma a mia discolpa posso dire che questi “preconcetti” si sono venuti a formare dopo quattro mesi di vita a Changchun.

Conosciuta in tutta la Cina come il centro di produzione di automobili straniere, Changchun sembra accrescere ogni minuto di più i suoi confini territoriali, ma non sembra fare passi avanti per quanto riguarda la mentalità della sua gente.

  • Sei cristiano?
  • No, io sono libero.

Potrebbero sembrare parole molto filosofiche, una specie di adesione alla lotta marxista al “dio delle folle” se non fosse che non vi è nessuna conoscenza pregressa di questo genere nella persona che mi ha dato questa risposta. Solo la ripetizione di una frase e di una spiegazione imparata a memoria.

Coloro che sembrano non aver mai visto il mondo si possono dividere in due tipi, e la differenza tra di loro è più che palpabile. C’è chi vedendo il mondo attraverso la televisione, ha visto solo quello che voleva e ora è convinto che il mondo sia come un film di Johnny Depp. E c’è chi invece affronta le novità con spirito critico e mente aperta.

Durante il primo semestre abbiamo incontrato una ragazza al terzo anno di spagnolo. È che chiaro che il suo modo di relazionarsi con noi è diverso da quello della maggior parte dei suoi compagni: per lei siamo semplicemente dei ragazzi della sua stessa età, che essendo stranieri trovano diverse difficoltà nel capire e nell’adattarsi alla loro nuova vita. Non ci tratta con riguardo e riverenza solo perché il nostro aspetto è diverso.

Con lei ci sentiamo tutti molto più a nostro agio: c’è qualcosa nello sguardo di molte persone qui che mi inquieta. Inizialmente pensavo fosse lo stesso sguardo curioso dei bambini che scoprono per la prima volta il mondo. Purtroppo ho poi realizzato che in molti di loro non vi è nessun desiderio di apprendere: solo curiosità morbosa o indifferenza totale.

Il loro approccio non è frutto del desiderio di scoprire di più sulla persona con cui stanno parlando, ma solo il tentativo di sfruttare le apparenze a loro vantaggio: come avere “un amico o un ospite straniero a casa propria”. Non sembra esserci alcun interesse per la persona che hanno davvero davanti a loro, al di là della loro etnia. Le loro domande vengono quasi formulate come una chiara sfida, un modo per dimostrare quanto queste nostre abitudini siano diverse e bislacche, mentre le loro sono sempre cocciutamente considerate a priori come le migliori.

Grande Muraglia - Dandong
Grande Muraglia – Dandong

 

3 thoughts on “Sono libero

  1. Anche io sono stata in Cina a studiare la lingua e il rapporto con i cinesi che ho incontrato è stato di amore-odio. A volte mi sono sentita come un animale dello zoo da ammirare, altre volte ho incontrato curiosità genuina di chi non conosce ma vuole sapere. Una cosa è certa: per loro il loro mondo è sempre il migliore.

  2. Non ci sono mai stata quindi non posso giudicare, ma le tue parole rispecchiamo proprio quello che immaginavo 😕

  3. Ciao! Quanto sei stata in Cina?

    Chiedo perché io ci ho messo 9 mesi ad ambientarmi totalmente. Dopo 2 li odiavo, dopo 4 me ne volevo andare, dopo 6 anche.. dopo 9 li ho amati! Tutto quello che prima mi faceva arrabbiare, rattristire o infastidire, adesso mi fa ridere. La mia mentalità è completamente cambiata. Ci ho messo un po’ ma ne è valsa la pena 🙂

    La Cina è difficile, tanto. Ma se riesci a farti aprire le porte, i Cinesi ti danno tutto. 🙂

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